Il Team di Theatro del Gusto
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LA MENTE: Michele Ruperto

Il primo di quattro figli, nasce a Paola (CS) il 24 Luglio 1984, e si diploma alla scuola superiore Alberghiera di Paola. Cresce tra la genuinità dei prodotti fatti in casa dalla famiglia e dai nonni, ricette antichissime che lo hanno sin da piccolo appassionato e avvicinato alla Terra e alle tradizioni.
Finiti gli studi, nonostante non avesse più l’obbligo, decide di partire e prestare servizio nella Marina Militare; arricchisce il suo bagaglio di esperienze e capisce che la perseveranza, la competenza e la disciplina se applicati nel lavoro e nella vita possono far fare la “differenza”. 
A 19 anni approda nella capitale dove incontra il noto chef Cianetti Davide che lo accoglie, lo guida e lo inserisce nel mondo delle sale stellate.
Durante i lunghi anni trascorsi a Roma, tra Slow Food, A.I.S. e ONAF, sono molte le qualifiche acquisite e gli argomenti approfonditi, tra cui vino, birre artigianali, formaggi, liquori, distillati, the e infusi, spezie, olio extravergine da olive e molto altro. Tra le esperienze più importanti, vi è  la sala stellata del ristorante “Il Pagliaccio” di Antony Genovese.

Terminato il percorso sull’isola di Man in Inghilterra, senza nessun programma in particolare, ritorna nella sua Terra di Calabria per gestire la cantina di un prestigioso ristorante per capire e toccare con “palato” i livelli raggiunti dei vini Calabresi e dell’alta cucina locale.
Sarà questa l’esperienza cruciale che segnerà la vita del Sommelier Professionista, in quanto, dopo essersi reso conto contemporaneamente della qualità raggiunta del vino Calabrese e allo stesso modo la mancanza di comunicazione e punti di  riferimento sul territorio, decide di dare vita ad un progetto che racchiudesse per l’oltre 60% vere chicche enogastronomiche Calabresi affiancandole  a capolavori di altre Terre come the, spezie, birre artigianali, gastronomia di qualità e distillati di ogni genere.

Nasce così il 12 Maggio 2013 “Theatro del Gusto – enoteca differente”, punto di riferimento di quella Calabria enogastronomica migliore che da sempre esiste e che va, secondo lui, semplicemente raccontata. Il progetto racchiude una minuziosa enoteca curata nei minimi particolari, uno dei più importanti store online del meridione, e un’aula didattica dove il sommelier s’impegna quotidianamente ad aumentare e divulgare sul territorio quella cultura agroalimentare che ti permette di distinguere e capire la differenza tra un prodotto artigianale e uno industriale.
Dedica il suo progetto a chi fa del Gusto uno stile di vita.
Crede che solo cooperando si possono raggiungere traguardi inimagginiabili, ecco perchè il suo motto è:
” una noce da sola nel sacco non può fare rumore “.

Alla domanda “cosa pensi della figura del Sommelier?” Risponde così:
Un conducente di animali da soma. Letteralmente, è questa l’origine del termine francese “sommelier”: dal provenzale “saumalier”, che significa, appunto, colui che bada agli animali di scorta viveri ad un esercito, nell’epoca in cui i signori feudali viaggiavano a cavallo. Da lì, col tempo si passò ad “addetto ai servizi di bocca” e quindi a “cantiniere” per arrivare poi a sommelier.

Ma chi è realmente il sommelier, ed a cosa serve?
Non è un agronomo, che prepara il vino in vigna, né un enologo, che lo fa in cantina, che è preposto a determinarne qualità, pregi e difetti secondo parametri standardizzati con rigore quasi scientifico.
Per inquadrare subito la figura, possiamo dire che si tratta di quel soggetto che, abilitato da un percorso di formazione specifico, è in grado di raccontare, spiegare e far conoscere il vino negli ambienti professionali ed al grande pubblico.

Spesso, e aggiungo purtroppo, in tv si vedono personaggi roteare per mezz’ora il calice di vino, in cui vi trovano fragranze ed aromi impensabili, persino pittoreschi, addirittura c’è che abbina il vino alle emozioni, chi bada di più a curare la propria immagine con book fotografici e servizi, come se il protagonista fosse lui e non il vino.
Ciò, secondo il mio pensiero, getta scredito sull’intera categoria, e riducendola, nell’immaginario di molti, a combriccola d’ imbuonitori ed affabulatori in cerca di benemeriti gonzi o ingenui consumatori, alla ricerca di una bottiglia particolare o una rivista del settore, e da spennare in vari modi.
È mia ferma intenzione, con queste due righe, spazzare il campo da simili fesserie e sgombrare la mente di chi, incautamente ed un po’ superficialmente, avesse covato simili pensieri nei confronti di tutta una categoria.

La professione, quasi un’arte, del sommelier, nasce appunto in Francia, patria della cultura moderna del vino e dei saperi ad esso connessi. Al sommelier furono attribuiti i compiti, nelle tenute nobiliari e nei ristoranti di pregio, di gestione della cantina, ricerca, acquisto e conservazione dei vini; proposta, consiglio e delucidazioni sulle etichette e sulla fattura del vino prescelto; stappatura e mescita, secondo gesti codificati dal buon senso e dall’igiene, e con l’ausilio di attrezzi specifici. La scelta del vino, la stappatura, l’assaggio col tastevin, il servizio, diventarono un rito affascinante, parte fondamentale delle coreografie che da sempre caratterizzano e arricchiscono le mense importanti: gesti eclatanti come la decantazione, la roteazione del tastevin o del calice per l’ossigenazione del vino, il sabrage, sono azioni entrate nell’immaginario collettivo ed a cui ambirono assistere e imitare via via curiosi, esperti e saccenti d’ogni epoca.

Tornando al sommelier, dunque, egli è una figura che dà pregio ai locali che ne dispongono, in grado di rispondere alle curiosità degli esigenti commensali con aneddoti, descrizioni sensoriali e geografiche, e con classe adempie alle mansioni relative al vino nella tavola degli ospiti. Appare evidente come la professione richieda doti indispensabili, quali la cultura generale di storia e geografia, la curiosità per il particolare, l’aver viaggiato nelle principali zone di produzione, se non europee, almeno italiane e francesi.

Un solista nella brigata di servizio, e spesso nella vita, oserei quasi dire, eppure egli deve convivere in stretta simbiosi con lo chef; una buona intesa con quest’ultimo, la conoscenza delle materie prime utilizzate ed il metodo di preparazione, gli consentiranno la migliore scelta in fase di acquisto per la cantina, e di abbinamento cibo-vino, al fine di esaltare le caratteristiche di entrambi, secondo le regole canoniche dettate da esperienze empiriche codificate, e che la tradizione enogastronomica delle varie regioni di produzione del vino avevano inconsciamente individuato nei millenni, associando ai vini prodotti in zona dei cibi adeguati a quelle caratteristiche.

Il sommelier, pertanto, non è un inventore di parole, di idee strampalate: ha affinato vista, olfatto e gusto, e soprattutto la memoria, al fine di individuare, quasi che fosse un mastro profumiere, nelle essenze volatili rilasciate dal vino, similitudini con altri odori presenti nella quotidianità della nostra vita, al fine di dare una fisionomia, una descrizione accattivante per il cliente. Per questo, oggi, è importante che i sommelier siano presenti in ogni posto laddove si comunica, si parla, si acquista il vino: le enoteche, le vinerie o wine bar. Il cliente deve essere consigliato, invogliato a sperimentare, provare, acquistare secondo le proprie possibilità, aspirazioni ed intenzioni di abbinamento; per fare questo, necessita dell’ausilio di una persona con tutte le caratteristiche sopra menzionate.

In Italia la formazione professionale di questa figura è cominciata con la nascita nel 1965 dell’Associazione Italiana Sommelier, l’AIS, tuttora la più autorevole compagine del settore che, con diffusione in tutte le province, organizza corsi e serate di approfondimento sul vino per gli associati; questi non necessariamente svolgono professioni inerenti al vino, ma talvolta, semplicemente desiderosi di conoscere, hanno svolto il percorso formativo con successo. Avere svolto il percorso di formazione significa essere in possesso di conoscenze che permettono di approcciarsi con solide basi alla conoscenza dei vini. Chi esce dai corsi, non è un esperto, perché necessita di tanta pratica “sul campo”, né per essere esperti è obbligatorio averli frequentati, se si ha avuto modo di conoscere e comprendere la moltitudine enologica europea e non solo.

Ciò che infine reputo veramente importante, dal mio personale punto di vista, e che voglio sottolineare in conclusione, è che il sommelier, e chi più in generale ha seguito i corsi di formazione, dovrebbe mettersi a disposizione per il confronto sereno e costruttivo con gli altri, per condividere la propria esperienza e passione per il vino, e non al di sopra, quasi che si fosse in possesso di chissà quali conoscenze misteriche.
Con questo spirito i sommelier diventeranno, oltre che utili, anche più simpatici.

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LA CREATIVITà: Wendy Bruno

Seconda di due figli, nasce a Paola (CS) il 14 Marzo del 1993, si diploma al Geometra di Paola (CS) e parla molto bene il francese. Brillante, solare e con grande spirito creativo, si avvicina quasi per gioco al progetto “Theatro del Gusto” lasciandosi conquistare da questo splendido progetto. Dopo pochi mesi il suo cuore batte forte per colui che diventerà suo marito, Michele. Dalla loro unione viene alla luce Gabriel, che rinforza ancor più il loro amore. Persona ordinata dotata di una scrupolosa precisione, con il suo sorriso contagioso instaura un clima sempre disteso e positivo. Il suo motto è: “un giorno senza sorriso è un giorno perso”.

Supporta Michele nell’amministrazione quotidiana dell’azienda, in questo immenso e meraviglioso mondo dello “store online”. Wendi ha creduto fortemente in questa strada e grazie alla sua costante dedizione, i risultati non sono tardati ad arrivare. Oggi www.enotecadifferente.com è la vetrina di gastronomia numero uno del meridione.

Innumerevoli sono i ruoli rivestiti all’interno dell’enoteca. L’accoglienza della clientela, l’allestimento delle vetrine dei prodotti, nonché, dell’enoteca in tema con tutti i periodi dell’anno. La linea degli addobbi e le meravigliose e rinomate confezioni regalo create con le sue preziosissime mani (dai un occhiata) sono realizzate rispettando scrupolosamente le esigenze del cliente, per ogni tipo di occasione. Affianca Nadia nelle fiere dedicate agli sposi, ma la sua passione più grande sono le “creazioni”. All’interno dell’enoteca è stato creato un vero e proprio laboratorio dove Wendi, dal nulla, e molto spesso riciclando, tira fuori capolavori unici. Oggetti di arredo esclusivi che potrete trovare esposti nel punto vendita. Ed ancora, segnaposti e bomboniere cuciti su misura degli sposi per il loro giorno più magico. Oggetti di arredo perfetti per casa, eventi, regali…

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PUBBLICHE RELAZIONI: NADIA FATNASSI

La più piccola di due sorelle, nasce a Catanzaro il 25 novembre 1991. Gli elementi distintivi sono l’eleganza ed il buon gusto e la sua musa ispiratrice, icona di stile, è la “celebrity” Audrey Hepburn. Nel suo percorso di crescita assume una rilevanza fondamentale la madre, dalla quale eredita valori inequivocabili di tenacia, caparbietà e perseveranza nel raggiungimento di un obiettivo. Il suo desiderio di affermazione, la porta ad essere una persona ambiziosa e brillante, capace di qualità comunicative che la spingono ad estrapolare il meglio di ogni persona. Una frase importante che da sempre l’accompagna recita “Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento solo del meglio”.

Dopo una selezione tra alcune candidate, Nadia viene scelta per occuparsi di specifiche mansioni. Sarà lei infatti a portare avanti alcuni rami aziendali, a partire da Maggio 2017. Nadia, professionale, brillante e determinata, entra nel progetto in punta di piedi per migliorare e perfezionare, grazie alla sua esperienza, alcuni servizi di Theatro del Gusto:
– le fiere dedicate al wedding e le fiere di rappresentanza in genere.
– i servizi dedicati agli sposi e alle ricorrenze (clicca qui per approfondirli)
– l’omaggistica aziendale per occasioni come il Natale

– consulenza agli operatori del settore che desiderano avvicinarsi ai servizi dedicati.

Nadia quindi, organizza per Theatro del Gusto le fiere dedicate agli sposi curando ogni dettaglio in autonomia. Tiene il contatto diretto con gli sposi, dove è disposta ad incontrarli fuori le fiere, e ad ascoltare le loro esigenze ed eventuali richieste. Si occupa, anche, di contattare aziende e liberi professionisti per offrire loro varie proposte di regalistica aziendale per occasioni come il Natale. Theatro del Gusto infatti realizza confezioni di ogni genere e per qualsiasi esigenza. Ha deciso, inoltre, di fare da portavoce di uno degli ultimi progetti di Theatro del Gusto, la carta dei vini dedicata alla Calabria con oltre 54 aziende riservata agli operatori del settore. I ristoratori, infatti, che desiderano ampliare la proposta enologica calabrese per i propri clienti ma che non vogliono fare magazzino possono usufruire di un listino riservato scegliendo, o facendosi consigliare dal Sommelier professionista A.I.S. Michele Ruperto, fra oltre 300 etichette selezionate. Vi sono dei servizi compresi nell’acquisto del vino che potete scoprire solo scrivendo a Nadia!

Puoi contattare direttamente Nadia per qualsiasi altra informazione a nadia@theatrodelgusto.com

I Relatori di Theatro del Gusto

Premesso che alcuni degli incontri di approfondimento culturali di enogastronomia sono tenuti personalmente da me, ci tengo a presentarvi i professionisti che scelgo per collaborare su temi come il vino, la birra artigianale, l’olio extravergine da olive, distillati, corsi di miscelazione e di cucina.
Il criterio di scelta è semplice, sono persone spinte da un motore inarrestabile quale è la PASSIONE per il proprio lavoro. Io non sono una persona che ama molto la poesia negli argomenti, certo ci vuole, ma il giusto. Amo di più la concretezza, la sostanza, e visto che in circolazione ci sono un sacco di ciarlatani che, per esempio, dopo tre lezioni sulla birra alla presunzione di presentarsi come “maestri” e sostenere anche lezioni, vi garantisco che trovare persone realmente preparate e capaci di spiegare un argomento con il cuore e lo stomaco non è semplice.

Queste persone che vi presento portano il loro lavoro nel sangue, ricoprono incarichi importanti, sono preparatissimi, e spiegano anche le cose più difficili con estrema semplicità.
E’ una sezione in continuo aggiornamento in quanto siamo aperti a tutti quelli che vogliono partecipare, e poi ancora, mancano figure importanti che già collaborano con noi e che vi presenterò a breve.
Per qualsiasi info scriveteci a info@theatrodelgusto.com.
Michele Ruperto

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ANTONIO GIUSEPPE LAURO

Se si parla di olio extravergine da olive, non si può non parlare dell’illustre dottor Antonio Giuseppe Lauro. Quando gli ho proposto di sostenere, presso la nostra aula didattica, un master sull’ olio extravergine da olive non ha esitato, nonostante i suoi immani impegni, nell’accettare l’incarico. Il master, che si tiene una volta l’anno da Gennaio a Giugno di ogni anno, è di altissima efficienza e d’impatto emotivo e culturale. Vale davvero la pena partecipare. Conosciamolo meglio.

Antonio G. Lauro, agronomo e divulgatore in servizio all’ARSAC Calabria – Servizio Marketing è specialista in olivicoltura. Da anni è consulente nel settore dell’olio d’oliva ed esperto di analisi sensoriale e marketing dei prodotti agroalimentari. Assaggiatore professionista e direttore del comitato di assaggio degli oli di oliva (Capo panel) di “PrimOlio”, è giurato nei maggiori concorsi internazionali sull’olio. Fin dall’esordio (2010) è responsabile degli assaggi (Panel Leader) del Concorso internazionale dedicato agli oli extravergine di oliva di qualità “TerraOlivo Jerusalem Award”. È inoltre Presidente e Capo Panel di un nuovissimo concorso sull’olio extravergine d’oliva Domina International Olive Oil Contest (D-IOOC) che si terrà nel 2016 a Palermo.

Dal 2013 è responsabile del Panel del Concorso internazionale dedicato agli oli extravergine di oliva di qualità “OLIVINUS Argentina Award”, uno dei quattro Capi panel del Concorso “OLIVE JAPAN” e, per il 2014, Capo Panel del “NYIOOC – New York International Olive Oil Competition”. E’ anche docente del master in olivicoltura della IOOS International Olive Oil School (promossa dalla rivista Olive Oil Times), insegna nei corsi di formazione nel settore dell’olio di oliva, ed è autore di numerose pubblicazioni tematiche sull’olio extravergine di oliva. Collabora dal 1995 con molte riviste specializzate in qualità di autore free lance e, dal 2008, gestisce PrimOlio Blog, seguitissimo blog dedicato al mondo dell’olio extravergine di oliva.

Il suo motto è: “all you need is EVOO”.
Per contattarlo www.antoniolauro.it

Per info scrivici a info@theatrodelgusto.com e scopri come partecipare.

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BARTOLOMEO ERRICO

Conobbi lo chef  “Bartolo” in Sardegna durante la gestione di un noto locale in collaborazione con lo chef Cianetti. Da li nasce subito una grande stima, che si trasformerà in una solida amicizia. Oggi è uno degli chef di Theatro del Gusto che segue i corsi di cucina e le lezioni monotematiche che organizziamo.
Conosciamolo meglio.

Ha frequentato l’istituto alberghiero, ma fin da studente ha lavorato in cucina, sulla riviera romagnola durante l’estate. Conseguito il diploma e assolti gli obblighi di leva, inizia la sua carriera vera e propria: prima aiuto chef, poi chef di cucina, poi responsabile food per una grossa azienda internazionale. A quel punto si avvicina alle grandi cucine e ai grandi cuochi europei. Dopo vari stage in giro per il continente, a contatto con personalità d’ogni genere, vanta oggi tra coloro che hanno apprezzato i suoi piatti grandi nomi del jet set, e anche qualche testa coronata. Ha gestito un suo  ristorante in centro a Caserta – La Cucinotta – che gli ha portato grandi soddisfazioni. Il locale è presente in importanti guide gastronomiche, nazionali e internazionali.

Presente spesso come ospite e giudice in varie manifestazioni di food,lo chef Bartolo è un volto noto del piccolo schermo. Nel 2000 viene scelto come uno dei primi chef a battezzare il neonato canale di cucina Alice TV,con il programma Gourmet,facendo poi varie apparizioni televisive sulle varie reti nazionali tra le quali RAI 1,RAI 2,Canale 5,fino ad avere e condurre un programma tutto suo “L’ABC in cucina in onda su RAI 1,alla televisione si affiancano anche interventi e programmi radio sia locali che nazionali. Ha lavorato come chef all’Hostaria dell’Orso di Gualtiero Marchesi. E’ stato chef executive in due alberghi cinque stelle lusso di Roma. E’ autore dei libri “Questi Pazzi Pazzi Cuochi” editore Zona, e “L’ABC in cucina” RAI ERI e “La cucina Jazz di Bartolomeo Errico” ORME Editore. Oggi lo Chef Bartolo lavora attualmente come freelance e consulente, é docente in varie scuole di cucina.

Il suo motto è: “la perfezione non esiste, è vero, ma esiste la quasi perfezione”.
Per contattarlo www.bartolomeoerrico.it
Per info scrivici a info@theatrodelgusto.com e scopri come partecipare.

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PAOLA MAZZOCCHI

Ho conosciuto Paola attraverso i Social, e devo essere sincero sono rimasto fin da subito molto sorpreso dalla passione che mette in campo a tutela del “mondo” in cui vive. Tratta un tema davvero delicato, e quindi mi è sembrato giusto dargli uno spazio all’interno del nostro Theatro. Con la sua collaborazione, infatti, organizziamo una volta l’anno un evento dedicato alla cucina a basso contenuto glicemico. Conosciamola meglio.

Sposata e mamma di due simpaticissime fanciulle, porta nel sangue la passione per la cucina trasmessagli dalla sua mitica mamma.
Fonda il suo personale blog, “Ipo Cucino con Paola”, che è una raccolta di video ricette a basso contenuto glicemico, indicate non solo per diabetici, ma per chiunque ami mangiare piatti leggeri, saporiti e pronti in pochi minuti.
Il progetto nasce da una sua esigenza personale: durante la seconda gravidanza, ha infatti scoperto di soffrire di diabete; su indicazione medica, ha dovuto quindi modificare le sue abitudini alimentari, tenendo sotto stretto controllo l’indice glicemico di ogni singolo piatto.
Racconta spesso che trovare ricette adatte a lei è stata una vera e propria impresa: i classici libri di cucina o le trasmissioni televisive presentano, infatti, piatti troppo ricchi ed elaborati per chi soffre di iperglicemia.
Proprio per questo, ha pensato che sarebbe stato utile condividere le ricette che ha raccolto nel corso degli ultimi anni: ricette da consumare senza problemi, fornite di valori nutrizionali (importanti per chi è insulino dipendente), e da cui trarre sempre nuovi spunti per poter variare i propri menu.

Ed è proprio questa passione, che nel corso del tempo gli ha permesso di:
– collaborare con alcune aziende farmaceutiche che si occupano di diabete e tipologie correlate;
– preparare ricette per aziende alimentari che si occupano di prodotti adatti a diabetici e/o sportivi, nonché farne la recensione;
– organizzare e partecipare ad eventi e showcooking in tema di sana e corretta alimentazione rivolta ad adulti e bambini affiancata spesso da nutrizioniste, dietiste e medici;
– scrivere ricette per varie riviste;
– partecipare come foodblogger in diversi eventi per EXPO 2015.

Il suo motto è: ” tanto Gusto nelle ricette a basso indice glicemico”
Per contattarla www.ipocucinoconpaola.it
Per info scrivici a info@theatrodelgusto.com e scopri come partecipare.

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PIETRO CARAVELLO

Un caro amico prima di tutto con cui condivido la passione per i piccoli vignaioli. 
Figlio d’arte, è un Sommelier professionista nonché docente nella regione Sicilia per una nota associazione. E’ titolare di una prestigiosa enoteca a Milazzo, punto di riferimento per gli appassionati di grandi chicche. Sceglie ciò che deve proporre ai clienti direttamente nelle vigne di tutto il mondo, come me, frequenta poco le fiere ed assolutamente non da peso a grappoli, bicchieri, forchette e quanti altri premi possano esistere. 
Con lui riesco a presentare la migliore Sicilia in termini di vini, territorio e aziende. Presso la nostra aula didattica cura inoltre la maggior parte degli incontri di approfondimento sul mondo del vino, (dalle bollicine ai vini dolci) e dei distillati.

Mi piace assai l’approccio che ha con la gente, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, con semplicità riesce a spiegare e a far capire ogni cosa anche a chi usa poco il nostro linguaggio.
Come ho specificato sopra, nel caso di Pietro, mai si parla di “corsi” (ci sono già le associazioni riconosciute che operano già molto bene sul Territorio), i nostri vogliono essere solo incontri di approfondimento monotematici, piccole pillole dove si può apprendere o ripassare temi come aziende, territori, vitigni, materia prima, tecniche di produzione e molto altro.

Il suo motto è: ” dimmi che vino bevi e ti dirò chi sei”.
Per info scrivici a info@theatrodelgusto.com e scopri come partecipare.